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Milano ricorda Roberto Franceschi con la mostra "Ombra di tutti" di Patrizio Raso
03/12/2025
Mostra
Il 3 dicembre 2025, a Milano, presso la Casa della Memoria (via Confalonieri 14), alle ore 18, apre al pubblico Ombra di Tutti. Dall’ombra del monumento a Roberto Franceschi, la mostra dell’artista Patrizio Raso, promossa dalla Fondazione Roberto Franceschi Onlus. La mostra, ospitata nell’ambito di CantiereMemoria 2025/2026, si propone di esplorare il tema della memoria pubblica e del rapporto tra cittadinanza, spazio urbano e testimonianza storica, partendo dalla figura di Roberto Franceschi, studente e attivista ucciso nel 1973. All'interno del Public program della mostra Ombra di tutti saranno organizzati 3 eventi: Venerdì 5 dicembre (h. 17-18:30) - I cordini della memoria: intrecciare giustizia e verità. L’incontro nasce dal desiderio di intrecciare memoria, giustizia e arte attraverso le voci dei familiari delle vittime delle stragi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia e Bologna. Intervengono Federico Sinicato e Paolo Dendena (Associazione Piazza Fontana 12 dicembre ’69), Claudia e Silvia Pinelli, Manlio Milani (Casa della Memoria di Brescia), Mario Capponi (Fondazione Clementina Calzari Trebeschi), Paolo Lambertini e Paolo Sacrati (Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980). Coordina Massimo Pisa («La Repubblica»). Martedì 16 dicembre (h. 17-18:30) - Archivi della disobbedienza Partendo dal gesto artistico che trasforma corpi, oggetti e storie in un archivio vivente, riflettono insieme sul potere politico dell’archivio come spazio attivo e generativo Marco Scotini (curatore), Ilaria Moroni (Direttrice Archivio Flamigni), Debora Migliucci (Direttrice Archivio del Lavoro), Sara Zanisi (Direttrice Istituto Ferruccio Parri), Maria Fratelli (Direttrice Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore). Coordina Benedetta Tobagi, storica. Mercoledì 17 dicembre (h. 17-18:30) - Colonialismo e immigrazione: storia, lingue e politiche del presente L’incontro propone una riflessione pubblica sul rapporto tra passato coloniale e presente migratorio in Italia, intrecciando prospettive storiche, linguistiche, economiche e politiche. Intervengono Mari D’Agostino (Sociolinguista, Università di Palermo), Michele Colucci (Ricercatore CNR, Istituto di studi sulle società del Mediterraneo), Samuele Davide Molli (Ricercatore del Network Roberto Franceschi), Cecilia Gnocchi (Attivista, cofondatrice del progetto RAM Restauro Arte Memoria), Primo Minelli (Presidente ANPI Provinciale di Milano). Coordina Lorenza Ghidini, giornalista (Direttrice Radio Popolare). Informazioni Inaugurazione: 3 dicembre 2025, ore 18 Apertura al pubblico: dal 4 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026 Orari: da martedì a domenica, 10:30 - 18 Ingresso libero e gratuito L’iniziativa è realizzata con il contributo del Comune di Milano, di numerose associazioni e istituti della memoria (tra cui ANED, ANPI, Istituto Ferruccio Parri), ed è sostenuta da varie realtà partner, tra cui Radio Popolare e Fondazione Wurmkos. La locandina Per maggiori informazioni: clicca qui
Intrecci di memoria. Ombra di tutti
14/11/2025
Evento
Venerdì 14 novembre 2025, a Milano, alle ore 17 (ingresso dalle 16.30), nella Sala Alessi di Palazzo Marino, si terrà l’incontro Milano intrecci di memoria. Ombra di tutti. Nove testimoni provenienti da tutta Italia condivideranno le storie legate ai tessuti che hanno donato per intrecciarli al montgomery di Roberto Franceschi, lo studente ucciso dalla polizia nel 1973 davanti all’Università Bocconi. Dalla ricerca dell’artista Patrizio Raso nasce così un’opera collettiva che unisce memoria, partecipazione e impegno civile. PROGRAMMA Saluti istituzionali Giuseppe Sala - Sindaco di Milano Cristina Franceschi - Presidente della Fondazione Roberto Franceschi Onlus Introduzione Patrizio Raso - Artista autore dell'opera Marco Scotini - Curatore della mostra Ombra di tutti Intervengono Alessandra Ballerini - Avvocata famiglia Regeni (Genova) Vincenzo Chindamo - Fratello di Maria Chindamo, imprenditrice agricola vittima della ‘ndrangheta (Limbadi) Don Pino De Masi - Referente Libera per la Piana di Gioia Tauro (Polistena) Francesco Ganzaroli - Studente e Presidente Associazione La Resistenza (Ferrara) Elena Giuliani - Sorella di Carlo Giuliani (Genova) Luisa Impastato - Nipote di Peppino Impastato (Cinisi) John Mpaliza - Portavoce della rete “Insieme per la Pace in Congo” (Trento) Giovanni Ricci - Figlio di Domenico Ricci, Carabiniere della scorta di Aldo Moro ucciso nella Strage di via Fani (Roma) Benedetta Tobagi - Storica e scrittrice, figlia di Walter Tobagi (Milano) Coordinano Tiziana Ferrario - Giornalista Luca Gibillini - Comune di Milano | Milano è memoria La ricerca dell’artista Patrizio Raso intorno al Monumento a Roberto Franceschi – iniziata nel 2020 in stretta collaborazione con la Fondazione Roberto Franceschi – dal 2021 matura in un percorso complesso che estende il Monumento oltre la sua sede, attraverso un programma itinerante e nazionale destinato a mettere a confronto altri luoghi, altre persone. Ingresso libero fino a esaurimento posti La locandina Per maggiori informazioni sull'opera
Franco Castrezzati, la voce del palco di Piazza della Loggia
14/10/2025
Evento
Martedì 14 ottobre è morto, all'età di 99 anni, Franco Castrezzati, nato a Cellatica (BS), il 21 aprile 1926, storico dirigente sindacale e voce simbolo della Strage di Piazza della Loggia. Durante la manifestazione del 28 maggio 1974, fu lui a parlare dal palco quando l’esplosione di una bomba fascista interruppe il suo discorso, uccidendo otto persone e ferendone oltre cento. Partigiano nelle Fiamme Verdi durante la Resistenza, Castrezzati fu poi segretario generale della FIM-CISL per vent’anni. Pochi giorni prima della strage, aveva scoperto otto candelotti di tritolo davanti alla sede della Cisl di Brescia. Aveva studiato in seminario fino alla quinta ginnasio e lavorato poi come correttore di bozze alla casa editrice Morcelliana. Nel gennaio del 1944 era stato chiamato alle armi dalla Repubblica Sociale Italiana, e lui, non avendo alcuna intenzione di unirsi ai fascisti, si nascose e poi fuggì. Venne arrestato, malmenato, e scampò alla fucilazione solo perché minorenne. Riuscito di nuovo a fuggire si unì alla Fiamme Verdi come partigiano in Valle Camonica. Una volta terminata la guerra iniziò il suo impegno sindacale con la LCgil. Dopo la nascita della CISL, nel 1950, si unì alla FIM, e nel 1958 venne eletto a segretario generale proprio dei metalmeccanici CISL, incarico che ricoprì per vent’anni. Il 28 maggio del 1974 era sul palco in piazza della Loggia a Brescia quando l’ordigno piazzato dal gruppo terroristico di estrema destra di Ordine Nuovo interruppe il suo discorso. Pochi giorni prima, il 9 maggio, era stato lui a trovare gli otto candelotti di tritolo che avevano messo all’ingresso della sede della Cisl, in via Zadei. Erano tra alcune casse di materiali depositate all’esterno. La miccia era stata accesa, ma fortunatamente si era spenta perché era rimasta schiacciata. Anche per quello quel giorno era sul palco. Queste sono le ultime parole del suo discorso, quello che non ha mai terminato di pronunciare: «Se vogliamo assestare un colpo salutare ai rigurgiti fascisti, diamo un volto più preciso a questa nostra democrazia. Diamogli il volto della libertà ma di una libertà sostanziale e non solo formale; della libertà del bisogno, della libertà di stampa anche per quanti non hanno i mezzi per comprare più testate dei quotidiani; Diamogli il volto della partecipazione, di un governo cioè nel quale il popolo si vede, si specchia e si sente rappresentato. Diamogli il volto della giustizia attraverso la quale l’eguaglianza fra tutti i cittadini sia esaltata in coerenza con i valori di dignità della persona umana». La frase che non è mai riuscito a concludere resta un manifesto civile contro ogni rigurgito autoritario.
Dichiarazione del Presidente Mattarella nel 40° anniversario dell’assassinio di Giancarlo Siani
23/09/2025
Commemorazione
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 40° anniversario dell’assassinio di Giancarlo Siani, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Giancarlo Siani venne barbaramente ucciso da killer della camorra perché aveva acceso la luce sulle attività criminali dei clan, svelato i loro conflitti interni, le viltà che li caratterizzano. Sono trascorsi quarant’anni da quell’agguato. La sua testimonianza vive nella società che rifiuta l’oppressione delle mafie e dei gruppi di criminalità organizzata e tra i suoi colleghi giornalisti fedeli all’etica della professione e impegnati ogni giorno in una funzione cruciale per la libertà della convivenza civile. Quel feroce assassinio è parte incancellabile della storia e della memoria della Repubblica. Lo animava un forte senso di giustizia sociale che si nutriva di legalità. Il suo impegno di cronista ne “Il Mattino” e nelle altre testate con cui ha collaborato era strettamente legato a valori di umanità e di civismo. Far conoscere la realtà criminale che la camorra voleva occultare era un modo per tentare di liberare il territorio dallo strangolamento operato dalle attività illegali che ne opprimono vita e sviluppo. Le verità raccontate sono state la ragione della spietata rappresaglia. Il percorso giudiziario, che ha portato alle condanne di esecutori e mandanti, mostra una volta di più che gli assassini mafiosi possono essere colpiti. Ricordare il sacrificio della vita di Siani porta inevitabilmente alla mente i numerosi giornalisti morti perché colpevoli di testimoniare la verità, di raccontare le violazioni del diritto, le aggressioni, le guerre, lo sterminio senza pietà. L’assassinio dei giornalisti è un assassinio delle nostre libertà, di una parte di noi a cui la comunità non intende rinunciare». Quirinale.it
Il Presidente della Repubblica nel 45° anniversario della Strage di Bologna
02/08/2025
Anniversario
Le dichiarazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 45° anniversario della Strage della Stazione di Bologna: «La strage della Stazione di Bologna ha impresso sull’identità dell’Italia un segno indelebile di disumanità da parte di una spietata strategia eversiva neofascista che mirava a colpire i valori costituzionali, le conquiste sociali e, con essi, la nostra stessa convivenza civile. Il 2 agosto di quarantacinque anni fa, con i corpi straziati, i tanti morti innocenti, la immane sofferenza dei familiari, lo sconvolgimento di una città e, con essa, dell’intera comunità nazionale, è nella memoria del Paese. Bologna, l’Emilia-Romagna, l’Italia, risposero con prontezza e fermezza, esprimendo tutta la solidarietà di cui sono capaci, respingendo il disegno destabilizzante, le complicità presenti anche in apparati dello Stato, le trame di chi guidava le mani stragiste. Nel giorno dell’anniversario, si rinnovano alle famiglie delle vittime i sentimenti di vicinanza. Espressione di una comunità coesa che aderisce a quei principi democratici, che gli artefici della strage volevano cancellare, generando paura per minare le istituzioni, cercando di spingere il Paese verso derive autoritarie, con responsabilità accertate grazie al tenace lavoro di Magistrati e servitori dello Stato. Merita la gratitudine della Repubblica la testimonianza dell’Associazione dei familiari delle vittime, che ha sempre tenuto accesa la luce sul percorso che ha portato a svelare esecutori e mandanti, prezioso esempio di fedeltà ai valori costituzionali, specie per i giovani». (Quirinale.it)
2 agosto, 45 anni dalla strage: Bologna nel ricordo delle vittime
31/07/2025
Anniversario
Sabato 2 agosto 2025, per il 45° anniversario della strage alla stazione di Bologna, il Comitato di Solidarietà alle Vittime delle Stragi – presieduto dal sindaco Matteo Lepore – e l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage alla Stazione di Bologna del 2 agosto 1980 promuovono una giornata di commemorazione, memoria e impegno civile. Un corteo, un fischio, un silenzio Come ogni anno, la cerimonia culminerà con il corteo che, a causa dei lavori della linea Verde del tram, partirà eccezionalmente da via Ugo Bassi alle ore 9. Il percorso attraverserà via Marconi, Piazza dei Martiri, via Amendola e viale Pietramellara, fino a giungere in Piazza delle Medaglie d’Oro. Alle 10 avrà inizio il momento commemorativo, segnato alle 10.25 dal triplice fischio del treno e da un minuto di silenzio in ricordo delle 85 vittime. Iniziative nei giorni precedenti Già venerdì 1° agosto sono previste numerose iniziative, tra cui la Messa in suffragio alla Casa di Quartiere Villa Torchi e la cerimonia civile davanti al cippo che ricorda i bambini uccisi nella strage. Alle 12, un’area del parco Bertoli sarà intitolata a Sergio Secci. La sera, alle 20.30, il chiostro del Teatro Arena del Sole ospiterà il reading 85 d’Agosto. Tempo di continuar a dire, una lettura collettiva che ripercorre 45 anni di lotta per la verità e la giustizia. Un estratto sarà trasmesso da Rai Radio3 il giorno seguente. Il 2 agosto: memoria condivisa e impegno istituzionale Dalle prime ore del mattino, la città accoglierà le staffette podistiche e ciclistiche giunte da tutta Italia. Il Sindaco incontrerà i familiari delle vittime nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio, insieme a rappresentanti del governo e delle istituzioni. Dopo il corteo e il momento di raccoglimento in stazione, alle 11 partirà un treno straordinario per San Benedetto Val di Sambro, luogo simbolo delle altre stragi ferroviarie. Numerosi saranno anche i momenti religiosi e sportivi nel corso della giornata. La sera, alle 21.15 in piazza Maggiore, il Teatro Comunale di Bologna, diretto da Oksana Lyniv, eseguirà i brani vincitori del Concorso di Composizione 2 Agosto e la Sinfonia Jupiter di Mozart. Il concerto sarà trasmesso in diretta su Rai 5 e Radio Rai 3. Un impegno che si rinnova A chiudere la giornata, alle 22.30, la lettura Oggi sappiamo e abbiamo le prove, tratta dal libro La ragazza di Gladio di Paolo Biondani, ripercorrerà gli ultimi sviluppi giudiziari sull’attentato. Seguirà l’intervista all’avvocato Andrea Speranzoni e il simbolico passaggio di consegne tra Paolo Bolognesi e Paolo Lambertini, nuovo presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime. Un ricco programma culturale verso il 2 agosto In preparazione all’anniversario, Bologna ospita mostre, proiezioni e incontri: tra questi la mostra Ababo human per il 2 agosto 1980, presso la stazione Alta Velocità, le clip dell’Archivio della Memoria in piazza Maggiore, e la lettura scenica Voglio un paese, interpretata da studentesse del DAMS. La notizia nel sito del Comune di Bologna
Strage di Bologna, al via il crowdfunding per digitalizzare l’Archivio di Memoria del processo ai mandanti
29/07/2025
Evento
Dal 28 luglio è attiva una campagna di crowdfunding per sostenere la digitalizzazione dell’Archivio di Memoria storico-processuale legato alla Strage di Bologna del 2 agosto 1980. Il progetto punta a rendere consultabile un vastissimo patrimonio audiovisivo — 450 ore di registrazione per 76 udienze, oltre 2500 ore di girato complessivo — relativo all’ultimo processo, celebrato tra il 2021 e il 2022 e conclusosi con sentenza definitiva in Cassazione il 1° luglio scorso. L’archivio documenta un passaggio cruciale della storia giudiziaria e politica italiana: l’inchiesta ai mandanti della strage, inserita nel contesto più ampio della "Strategia della tensione". Le registrazioni, conservate finora in cassette magnetiche non leggibili, stanno finalmente tornando alla luce grazie al lavoro di BO FILM, in collaborazione con ABC, Ponte d’Archimede Produzioni e con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna. Chi vorrà contribuire al progetto attraverso la piattaforma Produzioni dal Basso (https://sostieni.link/38666) potrà aiutare a coprire i costi tecnici e riceverà il proprio nome nei titoli di coda delle singole udienze. Una volta digitalizzato, l’archivio sarà consultabile presso l’Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage (Bologna), l’Archivio Flamigni (Roma) e, in caso di fondi eccedenti, anche online. Per informazioni e partecipazione: produzionidalbasso.com/project/il-processo-di-bologna-archivio-di-memoria
Ricordo di Vittorio Occorsio nel 49° del suo assassinio
10/07/2025
Commemorazione
Martedì 10 luglio, a 49 anni dall’omicidio del magistrato Vittorio Occorsio, si terrà la tradizionale cerimonia in via Mogadiscio, organizzata dal Comune di Roma, alla quale parteciperanno, oltre ai familiari, Alfredo Mantovano, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Giovanni Melillo, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e Claudio Domizi, Comandante delle Scuole Ufficiali dell’Arma dei Carabinieri. La cerimonia si concluderà con la deposizione di una corona di fiori da parte del Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Dopo la cerimonia, la Fondazione “Vittorio Occorsio” organizza un ulteriore momento di ricordo, presso l’Aula Occorsio del Tribunale di Roma, a partire dalle ore 13. Il programma ore 13 Saluti degli uffici romani Giuseppe Meliadò, Presidente della Corte di Appello di Roma Giuseppe Amato, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Roma, Componente del Comitato Scientifico FVO Lorenzo Pontecorvo, Presidente f.f. del Tribunale di Roma VITTORIO OCCORSIO NEL RICORDO E NEL FUTURO Susanna Occorsio, figlia del Giudice Occorsio Roberta Lomurno, Magistrato Ordinario in Tirocinio RICORDO DELLA PROCURA DI ROMA Francesco Lo Voi, Procuratore della Repubblica Saranno presenti: Margherita Cassano, Prima Presidente della Corte di Cassazione Pietro Gaeta, Procuratore generale della Corte di Cassazione Lamberto Giannini, Prefetto di Roma Giovanni Melillo, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Roberto Massucci, Questore di Roma Paolo Nesta, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma L’Associazione Nazionale Magistrati (Cesare Parodi, Presidente; Rocco Gustavo Maruotti, Segretario generale) e Distrettuale (Daniela Rinaldo, Presidente; Alessandro Picchi, Segretario) I rappresentanti Provinciali delle Forze dell’Ordine di Roma I Capi degli uffici e magistrati del Distretto ore 14.30 PRESENTAZIONE DEL PROGETTO “VITTORIO OCCORSIO, 1976 -2026” Michele Di Sivo, già Direttore dell’Archivio di Stato di Roma Miguel Gotor, Professore di storia moderna - Università degli Studi di Roma Tor Vergata Stefano Palermo, Professore Ordinario di Storia Economica - Sapienza Università di Roma