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Mostra su Vittorio Occorsio all’Archivio di Stato di Roma
12/03/2026
Mostra
Giovedì 12 marzo alle ore 10, nella Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma (corso del Rinascimento 40), sarà inaugurata la mostra Vittorio Occorsio. Il coraggio della giustizia. 1976-2026, promossa dalla Fondazione "Vittorio Occorsio" in collaborazione con l’Archivio di Stato di Roma. A cinquant’anni dall’attentato che costò la vita al magistrato, l’esposizione propone documenti e materiali in parte inediti per restituire al grande pubblico e alle nuove generazioni un’immagine concreta degli anni Settanta e Ottanta del Novecento, segnati da forti tensioni politiche ma anche da importanti conquiste sociali. Il percorso ricostruisce l’attività investigativa del Pubblico ministero attraverso sentenze, fascicoli e requisitorie, affiancati da documenti personali e reperti significativi, tra cui la toga del giudice, i volantini lasciati sul luogo dell’agguato e la copia del mitra Ingram utilizzato nell’attentato del 10 luglio 1976. L’inaugurazione si aprirà con i saluti di Riccardo Gandolfi, direttore dell’Archivio di Stato di Roma, e di Paola D’Orsi, direttrice dell’Archivio di Stato di Firenze. Seguirà l’introduzione di Michele Di Sivo, curatore della mostra ed ex direttore dell’Archivio di Stato di Roma. Interverranno Susanna Occorsio e Benedetta Tobagi, scrittrice e storica. Modera l'incontro l’attrice Anna Ferraioli Ravel. Nel corso della mattinata sarà inoltre presentato l’elaborato realizzato dalle studentesse e dagli studenti dell’IIS “Vittorio Emanuele II – Bruno Chimirri” di Catanzaro. La mostra sarà visitabile dal 12 marzo al 23 aprile 2026, dal martedì al venerdì dalle ore 14 alle 18, con ingresso gratuito. La locandina Il comunicato stampa della Fondazione VO
Milano ricorda Roberto Franceschi con la mostra "Ombra di tutti" di Patrizio Raso
03/12/2025
Mostra
Il 3 dicembre 2025, a Milano, presso la Casa della Memoria (via Confalonieri 14), alle ore 18, apre al pubblico Ombra di Tutti. Dall’ombra del monumento a Roberto Franceschi, la mostra dell’artista Patrizio Raso, promossa dalla Fondazione Roberto Franceschi Onlus. La mostra, ospitata nell’ambito di CantiereMemoria 2025/2026, si propone di esplorare il tema della memoria pubblica e del rapporto tra cittadinanza, spazio urbano e testimonianza storica, partendo dalla figura di Roberto Franceschi, studente e attivista ucciso nel 1973. All'interno del Public program della mostra Ombra di tutti saranno organizzati 3 eventi: Venerdì 5 dicembre (h. 17-18:30) - I cordini della memoria: intrecciare giustizia e verità. L’incontro nasce dal desiderio di intrecciare memoria, giustizia e arte attraverso le voci dei familiari delle vittime delle stragi di Piazza Fontana, Piazza della Loggia e Bologna. Intervengono Federico Sinicato e Paolo Dendena (Associazione Piazza Fontana 12 dicembre ’69), Claudia e Silvia Pinelli, Manlio Milani (Casa della Memoria di Brescia), Mario Capponi (Fondazione Clementina Calzari Trebeschi), Paolo Lambertini e Paolo Sacrati (Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980). Coordina Massimo Pisa («La Repubblica»). Martedì 16 dicembre (h. 17-18:30) - Archivi della disobbedienza Partendo dal gesto artistico che trasforma corpi, oggetti e storie in un archivio vivente, riflettono insieme sul potere politico dell’archivio come spazio attivo e generativo Marco Scotini (curatore), Ilaria Moroni (Direttrice Archivio Flamigni), Debora Migliucci (Direttrice Archivio del Lavoro), Sara Zanisi (Direttrice Istituto Ferruccio Parri), Maria Fratelli (Direttrice Unità Progetti Speciali e Fabbrica del Vapore). Coordina Benedetta Tobagi, storica. Mercoledì 17 dicembre (h. 17-18:30) - Colonialismo e immigrazione: storia, lingue e politiche del presente L’incontro propone una riflessione pubblica sul rapporto tra passato coloniale e presente migratorio in Italia, intrecciando prospettive storiche, linguistiche, economiche e politiche. Intervengono Mari D’Agostino (Sociolinguista, Università di Palermo), Michele Colucci (Ricercatore CNR, Istituto di studi sulle società del Mediterraneo), Samuele Davide Molli (Ricercatore del Network Roberto Franceschi), Cecilia Gnocchi (Attivista, cofondatrice del progetto RAM Restauro Arte Memoria), Primo Minelli (Presidente ANPI Provinciale di Milano). Coordina Lorenza Ghidini, giornalista (Direttrice Radio Popolare). Informazioni Inaugurazione: 3 dicembre 2025, ore 18 Apertura al pubblico: dal 4 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026 Orari: da martedì a domenica, 10:30 - 18 Ingresso libero e gratuito L’iniziativa è realizzata con il contributo del Comune di Milano, di numerose associazioni e istituti della memoria (tra cui ANED, ANPI, Istituto Ferruccio Parri), ed è sostenuta da varie realtà partner, tra cui Radio Popolare e Fondazione Wurmkos. La locandina Per maggiori informazioni: clicca qui
Intrecci di memoria. Ombra di tutti
14/11/2025
Evento
Venerdì 14 novembre 2025, a Milano, alle ore 17 (ingresso dalle 16.30), nella Sala Alessi di Palazzo Marino, si terrà l’incontro Milano intrecci di memoria. Ombra di tutti. Nove testimoni provenienti da tutta Italia condivideranno le storie legate ai tessuti che hanno donato per intrecciarli al montgomery di Roberto Franceschi, lo studente ucciso dalla polizia nel 1973 davanti all’Università Bocconi. Dalla ricerca dell’artista Patrizio Raso nasce così un’opera collettiva che unisce memoria, partecipazione e impegno civile. PROGRAMMA Saluti istituzionali Giuseppe Sala - Sindaco di Milano Cristina Franceschi - Presidente della Fondazione Roberto Franceschi Onlus Introduzione Patrizio Raso - Artista autore dell'opera Marco Scotini - Curatore della mostra Ombra di tutti Intervengono Alessandra Ballerini - Avvocata famiglia Regeni (Genova) Vincenzo Chindamo - Fratello di Maria Chindamo, imprenditrice agricola vittima della ‘ndrangheta (Limbadi) Don Pino De Masi - Referente Libera per la Piana di Gioia Tauro (Polistena) Francesco Ganzaroli - Studente e Presidente Associazione La Resistenza (Ferrara) Elena Giuliani - Sorella di Carlo Giuliani (Genova) Luisa Impastato - Nipote di Peppino Impastato (Cinisi) John Mpaliza - Portavoce della rete “Insieme per la Pace in Congo” (Trento) Giovanni Ricci - Figlio di Domenico Ricci, Carabiniere della scorta di Aldo Moro ucciso nella Strage di via Fani (Roma) Benedetta Tobagi - Storica e scrittrice, figlia di Walter Tobagi (Milano) Coordinano Tiziana Ferrario - Giornalista Luca Gibillini - Comune di Milano | Milano è memoria La ricerca dell’artista Patrizio Raso intorno al Monumento a Roberto Franceschi – iniziata nel 2020 in stretta collaborazione con la Fondazione Roberto Franceschi – dal 2021 matura in un percorso complesso che estende il Monumento oltre la sua sede, attraverso un programma itinerante e nazionale destinato a mettere a confronto altri luoghi, altre persone. Ingresso libero fino a esaurimento posti La locandina Per maggiori informazioni sull'opera
Franco Castrezzati, la voce del palco di Piazza della Loggia
14/10/2025
Evento
Martedì 14 ottobre è morto, all'età di 99 anni, Franco Castrezzati, nato a Cellatica (BS), il 21 aprile 1926, storico dirigente sindacale e voce simbolo della Strage di Piazza della Loggia. Durante la manifestazione del 28 maggio 1974, fu lui a parlare dal palco quando l’esplosione di una bomba fascista interruppe il suo discorso, uccidendo otto persone e ferendone oltre cento. Partigiano nelle Fiamme Verdi durante la Resistenza, Castrezzati fu poi segretario generale della FIM-CISL per vent’anni. Pochi giorni prima della strage, aveva scoperto otto candelotti di tritolo davanti alla sede della Cisl di Brescia. Aveva studiato in seminario fino alla quinta ginnasio e lavorato poi come correttore di bozze alla casa editrice Morcelliana. Nel gennaio del 1944 era stato chiamato alle armi dalla Repubblica Sociale Italiana, e lui, non avendo alcuna intenzione di unirsi ai fascisti, si nascose e poi fuggì. Venne arrestato, malmenato, e scampò alla fucilazione solo perché minorenne. Riuscito di nuovo a fuggire si unì alla Fiamme Verdi come partigiano in Valle Camonica. Una volta terminata la guerra iniziò il suo impegno sindacale con la LCgil. Dopo la nascita della CISL, nel 1950, si unì alla FIM, e nel 1958 venne eletto a segretario generale proprio dei metalmeccanici CISL, incarico che ricoprì per vent’anni. Il 28 maggio del 1974 era sul palco in piazza della Loggia a Brescia quando l’ordigno piazzato dal gruppo terroristico di estrema destra di Ordine Nuovo interruppe il suo discorso. Pochi giorni prima, il 9 maggio, era stato lui a trovare gli otto candelotti di tritolo che avevano messo all’ingresso della sede della Cisl, in via Zadei. Erano tra alcune casse di materiali depositate all’esterno. La miccia era stata accesa, ma fortunatamente si era spenta perché era rimasta schiacciata. Anche per quello quel giorno era sul palco. Queste sono le ultime parole del suo discorso, quello che non ha mai terminato di pronunciare: «Se vogliamo assestare un colpo salutare ai rigurgiti fascisti, diamo un volto più preciso a questa nostra democrazia. Diamogli il volto della libertà ma di una libertà sostanziale e non solo formale; della libertà del bisogno, della libertà di stampa anche per quanti non hanno i mezzi per comprare più testate dei quotidiani; Diamogli il volto della partecipazione, di un governo cioè nel quale il popolo si vede, si specchia e si sente rappresentato. Diamogli il volto della giustizia attraverso la quale l’eguaglianza fra tutti i cittadini sia esaltata in coerenza con i valori di dignità della persona umana». La frase che non è mai riuscito a concludere resta un manifesto civile contro ogni rigurgito autoritario.